Il caffè in cialde E.S.E. e capsule FAP

Il caffè in cialde E.S.E. e capsule FAP nasce all’inizio degli anni Ottanta, ma la vera e propria esplosione sul mercato di questo tipo di prodotto avviene dalla fine degli anni Novanta. E.S.E. è l’acronimo di Easy Serving Espresso. Con questo termine si identifica il metodo che semplifica la preparazione di un buon caffè espresso, grazie all’utilizzo del serving, che nella maggior parte dei casi è costituito dalle singole dosi preconfezionate di 7 grammi di caffè macinato, pressato e chiuso ermeticamente tra due sottili strati di carta filtrante. Lo standard delle cialde E.S.E. si è andato man mano consolidando in quanto è oggi l’unico sistema “aperto” per il caffè espresso preparato con cialde in carta. Basta associare lo stesso sistema nella descrizione della cialda E.S.E. e della macchina da caffè espresso per esser certi della compatibilità dell’una con l’altra. La capsula FAP è una dose di caffè macinato inserita in un piccolo contenitore di plastica PVC; anche in questo caso sono 7 i grammi di caffè macinato,  pressato e poi chiuso ermeticamente. A differenza delle cialde E.S.E., la capsula FAP, col passare degli anni, è andata soggetta a svariate personalizzazioni da parte dei produttori, relative soprattutto alle misure del contenitore ed al sistema di erogazione delle macchine da caffè doverosamente dedicate. Oltre al costo della materia prima (plastica), questa personalizzazione degli stampi delle capsule e del sistema di erogazione è uno dei motivi per cui qualsiasi tipo di capsula FAP risulta più costosa della cialda E.S.E in filtro di carta, in quanto ogni produttore cerca di imporre il proprio prezzo sia per quanto riguarda le macchine da caffè espresso che le relative capsula FAP, creando così un sistema chiuso in virtù del quale l’acquirente di un certo modello di macchina da caffè espresso, deve necessariamente acquistare l’apposita capsula corrispondente (si tratta di esempi quali le capsule Nespresso, Illy Caffè, Lavazza a Modo Mio).

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