I riti del caffè in Italia

Tra i riti del caffè in Italia vi è pure la pratica della caffeomanzia, dove la procedura araba è stata leggermente modificata. Si narra che le donne nubili usassero far bollire in un tegame tre cucchiaini di caffè recitando una preghiera al termine della quale gettavano via il liquido; quindi si dicevano capaci di poter leggere, nel fondo della miscela di caffè rimasto attaccato alle pareti della pentola, l’iniziale del nome o il volto del futuro sposo ed, in casi particolari, anche il numero di figli che avrebbero avuto. Un altro rito che lega la cultura italiana a quella araba, in questo caso nell’attribuzione al caffè di un valore simbolico legato all’amicizia ed alla fratellanza, è quello del caffè alla valdostana. Questa usanza consiste nel consumo comunitario, da un recipiente dotato di vari beccucci detto grolla o coppa dell’amicizia, di una bevanda a base di caffè lungo, grappa e limone. Sempre legata ai valori di fratellanza è solidarietà è una simpatica pratica della Napoli di primo novecento, quella del caffè sospeso. Questa consisteva nell’abitudine dei clienti più abbienti che si recavano al bar di pagare due caffè e consumarne uno solo, lasciandone uno omaggio per il prossimo avventore o per chiunque lo avesse richiesto.

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