Dicono di lui: il caffè nel racconto dei grandi protagonisti del pensiero

Le indiscutibili proprietà stimolanti del caffè lo hanno reso bevanda cara ai grandi protagonisti del pensiero: letterati, filosofi e importanti personaggi della storia e dell’arte. Uno dei più estremi sostenitori del caffè fu il filosofo e poeta Voltaire, che pare ne bevesse ben settanta al giorno. Il filosofo rispondeva a coloro che lo ammonivano sul fatto che il caffè fosse un veleno che uccide lentamente con un noncurante: “non importa, tanto io non ho fretta”. Anche Honoré de Balzac ne fu un accanito consumatore: si dice bevesse fino a 50 caffè al giorno durante la stesura della Comédie Humaine. e, nell’ambito di un articolo pubblicato da una rivista francese nel 1830, il grande maestro del romanzo realista scriveva del caffè questo straordinario elogio: “Il caffè scivola nello stomaco, e subito avverti una commozione generale. Le idee cominciano a muoversi come battaglioni della Grande Armata sul campo di battaglia, e la battaglia si svolge. I ricordi arrivano al galoppo, portati dal vento”. Il caffè ebbe un posto di spicco soprattutto nella letteratura del Novecento napoletano; Eduardo De Filippo ad esempio offre uno spaccato di vita popolare che ha come tema centrale proprio la tostatura e la preparazione del caffè nella notevole introduzione a “Le ore del caffè” di Maria Rosa Schiaffino, forse divenuta più famosa del libro stesso. Anche Luciano De Crescenzo decise di omaggiare la scura bevanda intitolando la sua raccolta di articoli e citazioni sulla quotidianità napoletana proprio “Il caffè  Il mondo della musica classica, poi, è forse in grado di offrirci il più inedito incontro con il tema del caffè: infatti, persino l’indiscusso genio di Johann Sebastian Bach fu ispirato dalla bevanda e la scelse come tema principale della “Cantata del Caffè”, canzone umoristica in cui un padre rimprovera alla propria figlia di eccedere nel consumo di caffè.

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